Description
L’essenziale da sapere su questa partitura
- Un trio di timbri molto colorato: marimba, violino e pianoforte si intrecciano per creare una materia sonora ricca, ispirata all’estampa giapponese.
- Una scrittura percussiva e danzante: l’opera si basa su un motivo ritmico ricorrente che instaura una pulsazione vivace e coinvolgente.
- Tecniche strumentali evocative: col legno battuto, pizzicati e pizz. Bartok al violino, pedale e risonanze al pianoforte, per una palette di texture molto immaginifica.
- Un’atmosfera modale tinta di tradizione: alcuni motivi in armonici richiamano lo shakuhachi e suggeriscono un’estetica giapponese sottile.
Riassunto di questa partitura
Quest’opera per marimba, violino e pianoforte nasce da un’associazione immediata tra il timbro del marimba e le stampe di piogge estive del pittore giapponese Hasui Kawase (1883-1957). Come le prime gocce di un acquazzone, le prime battute instaurano un universo fatto di colpi, bagliori e risonanze, dove la percussione non si limita al marimba ma circola tra i tre strumenti.
Alla maniera della tecnica dell’estampa, costruita per strati e blocchi di colore, la scrittura sonora è pensata come un insieme strettamente intrecciato: ogni strumento completa e prolunga l’altro. Il violino adotta colori legnosi e percussivi (col legno battuto, pizzicati, pizz. Bartok) per fondersi nel grano del marimba, mentre il pianoforte apporta tocchi impressionisti: nebbia armonica, nappes “liquide” sostenute dal pedale, o ancora sonorità di campane che illuminano la texture.
La modalità, i giochi di armonici e alcuni contorni melodici evocano un’estetica vicina alla musica tradizionale giapponese, pur mantenendo una scrittura contemporanea e molto concreta nel gesto. Sempre portata dalla stessa cellula ritmica, il pezzo alterna energia pulsata e sfumature di timbro, come variazioni di luce su una pioggia estiva.
Un passaggio più lirico al violino, vero culmine, fa emergere una malinconia paragonabile a quella delle stampe dove un personaggio isolato appare talvolta al margine dell’immagine. Dopo questa intensità, l’opera si spegne progressivamente e ritrova colori più pacati, come quando l’acquazzone si calma e le risonanze rimangono nell’aria.
L’opera è dedicata agli interpreti che ne faranno la creazione: Adélaïde Ferrière (marimba), Hildegarde Fesneau (violino) e Célia Oneto Bensaïd (pianoforte), nell’estate 2018.
Caratteristiche tecniche
- Artista: Adélaïde Ferrière, Hildegarde Fesneau, Célia Oneto Bensaïd
- Strumentazione: marimba, violino, pianoforte






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